★ BENVENUTI NEL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI CAPOTERRA ★     Capoterra (Cabuderra) — Città Metropolitana di Cagliari, Sardegna     ★ Popolazione: 22.977 abitanti ★ Superficie: 68,49 km² ★ Altitudine: 54 m s.l.m. ★     Aggiornato al: 15 Ottobre 2003     ★ SITO OTTIMIZZATO PER INTERNET EXPLORER 6.0 E NETSCAPE NAVIGATOR ★ RISOLUZIONE 800x600 ★       
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COMUNE DI CAPOTERRA
Cabuderra — Sardegna — Italia
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Ultima modifica: 15 Ottobre 2003  |  Autore: Ufficio Cultura Comune di Capoterra  |  Email: [email protected]
🏺 LE ORIGINI PREISTORICHE
🗿 Reperto
neolitico
Officina litica,
Cuccuru Ibba

Le origini di Capoterra si perdono nella preistoria. Il territorio era già abitato in epoca prenuragica: a Cuccuru Ibba, in prossimità della laguna di Santa Gilla, sono stati rinvenuti i resti di un'officina litica neolitica e le tracce di antiche capanne circolari, testimonianza di insediamenti umani risalenti a migliaia di anni fa.

Il nome stesso della città, Capoterra — in latino Caput Terrae, ovvero "testa della terra" — richiama la sua posizione geografica: era il primo lembo di terra che si incontrava provenendo da Cagliari, dopo aver attraversato la vasta laguna di Santa Gilla. In sardo il paese è ancora oggi chiamato Cabuderra.

Il territorio fu frequentato anche in epoca fenicio-punica, come attestano diversi ritrovamenti archeologici nella fascia costiera e nelle zone pianeggianti affacciate sul Golfo degli Angeli.

🏛️ EPOCA ROMANA E PERIODO GIUDICALE

In epoca romana, nel territorio di Capoterra si sviluppò probabilmente un piccolo oppidum — un centro abitato di carattere militare e commerciale — situato nelle vicinanze della laguna, punto strategico per i traffici marittimi che percorrevano il Mediterraneo.

Con il tramonto dell'Impero Romano e l'avvento del sistema giudicale sardo, Capoterra divenne una villa della curatoria di Nora. Dal 1120 fu incorporata nel Giudicato di Cagliari, uno dei quattro regni indigeni in cui era divisa la Sardegna medievale.

In questo periodo il centro conobbe un certo sviluppo agricolo e pastorale, sfruttando la fertilità delle pianure costiere e le risorse della laguna di Santa Gilla, ricca di pesce e di sale.

📍 La Chiesa di Santa Barbara de Montes — eretta sulle pendici orientali dei monti capoterresi in stile romanico, rappresenta la più antica testimonianza religiosa superstite del territorio. Questa chiesa, avvolta nella leggenda, è ancora oggi meta di devozione popolare.

⚔️ MEDIOEVO: CONTESE E DISTRUZIONE
⚔️ Battaglia di
Lucocisterna
1324 — Scontro
pisano-aragonese

Il Medioevo segnò per Capoterra un periodo di grandi turbolenze. Nel 1107 il territorio fu donato alla Cattedrale di San Lorenzo di Genova; nel 1288 subì una dura sconfitta da parte dei Genovesi. Successivamente il territorio passò sotto il controllo di Mariano II di Arborea.

Il 26 febbraio 1324 si consumò nelle campagne vicine la Battaglia di Lucocisterna (o Lutocisterna): oltre 1.200 cavalieri pisani sbarcati nel porto di Maddalena ingaggiarono battaglia con le truppe dell'Infante Alfonso d'Aragona. I Pisani furono sconfitti, aprendo di fatto la strada alla conquista aragonese della Sardegna.

Ma il colpo più grave arrivò nel 1353, quando il paese fu incendiato e completamente distrutto dagli uomini del capitano aragonese Berengario Carroz II, in seguito alle lotte tra il Re d'Aragona e il Giudice d'Arborea. Capoterra rimase così abbandonata e disabitata per quasi tre secoli.

📅 CRONOLOGIA STORICA ESSENZIALE
Preistoria Officina litica neolitica a Cuccuru Ibba. Prime capanne circolari.
Epoca romana Sviluppo di un probabile oppidum presso la laguna.
1107 Il territorio donato alla Cattedrale di San Lorenzo di Genova.
1120 Villa della curatoria di Nora, poi incorporata nel Giudicato di Cagliari.
1324 Battaglia di Lucocisterna: i Pisani sconfitti dagli Aragonesi.
1353 Il paese viene incendiato e distrutto. Inizio dell'abbandono.
1655 Il Barone Girolamo Torrelas rifonda il paese come "Villa di Sant'Efisio".
1840 Carlo Alberto abolisce il feudalesimo. Capoterra diventa comune autonomo.
1858 L'ingegnere francese Gouin pianta il primo eucalipto della Sardegna.
1862 Inaugurata la prima ferrovia della Sardegna: miniera di San Leone → porto di Maramura.
Anni '60 Sviluppo della fascia costiera da Maddalena a Cala d'Orri.
1966 Nasce il quartiere di Poggio dei Pini, ai piedi di Monte Santa Barbara.
Oggi Circa 23.000 abitanti. Tra i comuni della Sardegna a maggior crescita demografica.
🏘️ LA RIFONDAZIONE: VILLA DI SANT'EFISIO (1655)

Dopo quasi tre secoli di abbandono, la rinascita di Capoterra avvenne il 9 maggio 1655, data fondamentale nella storia del paese. Il Barone Girolamo Torrelas (o Torrellas), per ordine del Re Filippo IV di Spagna, decise di ripopolare il territorio abbandonato, fondando il nuovo abitato con il nome di "Villa di Sant'Efisio".

Per attrarre nuovi abitanti, il Barone concesse a famiglie provenienti dal Logudoro e dalla Gallura — regioni della Sardegna settentrionale — appezzamenti di terreno e "buone condizioni", tra cui la possibilità di sfuggire a piccole pendenze con la giustizia. Una tattica comune all'epoca per ripopolare i villaggi abbandonati.

Il nuovo insediamento sorse ai piedi delle colline di Montarbu, e la parrocchiale dedicata a Sant'Efisio — patrono del paese — divenne il cuore spirituale e simbolico della comunità rinata.

Data rifondazione9 maggio 1655
FondatoreBarone Girolamo Torrelas
Nome originarioVilla di Sant'Efisio
Popoli fondatoriFamiglie da Logudoro e Gallura
PatronoSant'Efisio (festa: 1, 15, 23 Gennaio)
Re sovranoFilippo IV di Spagna
🚂 L'OTTOCENTO: COMUNE AUTONOMO E PRIMA FERROVIA
🚂 Prima ferrovia
Sardegna (1862)
Stazione di
Santa Lucia

Il 1840 segnò una svolta decisiva: il Re Carlo Alberto di Savoia abolì il sistema feudale in Sardegna, e Capoterra divenne finalmente un comune autonomo, con propria amministrazione e identità civica.

Nel 1858, l'ingegnere francese Gouin acquisì la tenuta di Baccu Tinghinu, dove nel 1865 piantò quello che è considerato l'eucalipto più antico della Sardegna, ancora oggi visibile.

Ma il fatto più straordinario dell'Ottocento capoterrense è senza dubbio l'inaugurazione, nel 1862, della prima ferrovia della Sardegna: un tracciato a scartamento ridotto di appena 600 mm e 14,5 km di lunghezza, che collegava la miniera di San Leone al pontile di Maramura. Curiosità: il treno fu inizialmente a trazione animale! Parti del tracciato sono ancora visibili in agro di Capoterra, insieme alla stazione di Santa Lucia.

🌊 CAPOTERRA OGGI: TRE ANIME DI UN PAESE

Capoterra conta oggi quasi 23.000 abitanti ed è tra i centri della Sardegna con la crescita demografica più elevata degli ultimi decenni, diventando luogo di residenza per molti cagliaritani che preferiscono la tranquillità ai 17 km da Cagliari.

Il territorio si articola in tre nuclei distinti:

🏘️ Centro storico Il più antico, ai piedi delle colline di Montarbu e Monte Arrubiu. Trae origine dal villaggio secentesco di Villa Sant'Efisio.
🏖️ Fascia costiera Sviluppata a partire dagli anni '60, si estende da Maddalena sino a Cala d'Orri. Oggi è prevalentemente residenziale.
⛰️ Poggio dei Pini Nato nel 1966 ai piedi di Monte Santa Barbara. Un quartiere residenziale immerso nel verde.

Il territorio custodisce inoltre il Parco Naturale Regionale di Monte Arcosu, quasi 4.000 ettari di foresta — il maggiore parco del WWF in Italia — con lecci, sugheri, macchia mediterranea, cervo sardo, daino e numerosi corsi d'acqua. Lo Stagno di Cagliari (laguna di Santa Gilla), con i suoi 1.300 ettari, è una delle oasi avifaunistiche più importanti d'Europa.

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📚 Fonti: Wikipedia, SardegnaTurismo, archivi comunali, Isolasarda.com
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