🌊 Benvenuti nel sito ufficiale dedicato alla storia del Comune di Capoterra 🌊
Questa pagina è dedicata alla memoria e alla cultura della nostra comunità
Ultima modifica: 15 Ottobre 2003 |
Autore: Ufficio Cultura Comune di Capoterra |
Email: [email protected]
🏺 LE ORIGINI PREISTORICHE
🗿
Reperto neolitico
Officina litica, Cuccuru Ibba
Le origini di Capoterra si perdono nella preistoria.
Il territorio era già abitato in epoca prenuragica: a Cuccuru Ibba,
in prossimità della laguna di Santa Gilla, sono stati rinvenuti i resti di
un'officina litica neolitica e le tracce di antiche capanne circolari, testimonianza
di insediamenti umani risalenti a migliaia di anni fa.
Il nome stesso della città, Capoterra — in latino
Caput Terrae, ovvero "testa della terra" — richiama la sua posizione
geografica: era il primo lembo di terra che si incontrava provenendo da Cagliari,
dopo aver attraversato la vasta laguna di Santa Gilla. In sardo il paese
è ancora oggi chiamato Cabuderra.
Il territorio fu frequentato anche in epoca fenicio-punica,
come attestano diversi ritrovamenti archeologici nella fascia costiera e
nelle zone pianeggianti affacciate sul Golfo degli Angeli.
🏛️ EPOCA ROMANA E PERIODO GIUDICALE
In epoca romana, nel territorio di Capoterra si sviluppò
probabilmente un piccolo oppidum — un centro abitato di carattere
militare e commerciale — situato nelle vicinanze della laguna, punto strategico
per i traffici marittimi che percorrevano il Mediterraneo.
Con il tramonto dell'Impero Romano e l'avvento del sistema giudicale sardo,
Capoterra divenne una villa della curatoria di Nora.
Dal 1120 fu incorporata nel Giudicato di Cagliari,
uno dei quattro regni indigeni in cui era divisa la Sardegna medievale.
In questo periodo il centro conobbe un certo sviluppo agricolo e pastorale,
sfruttando la fertilità delle pianure costiere e le risorse della laguna di
Santa Gilla, ricca di pesce e di sale.
📍 La Chiesa di Santa Barbara de Montes — eretta sulle pendici
orientali dei monti capoterresi in stile romanico, rappresenta la più
antica testimonianza religiosa superstite del territorio. Questa chiesa, avvolta
nella leggenda, è ancora oggi meta di devozione popolare.
⚔️ MEDIOEVO: CONTESE E DISTRUZIONE
⚔️
Battaglia di Lucocisterna
1324 — Scontro pisano-aragonese
Il Medioevo segnò per Capoterra un periodo di grandi turbolenze.
Nel 1107 il territorio fu donato alla
Cattedrale di San Lorenzo di Genova; nel 1288
subì una dura sconfitta da parte dei Genovesi.
Successivamente il territorio passò sotto il controllo di
Mariano II di Arborea.
Il 26 febbraio 1324 si consumò nelle campagne vicine
la Battaglia di Lucocisterna (o Lutocisterna): oltre 1.200 cavalieri
pisani sbarcati nel porto di Maddalena ingaggiarono battaglia con le truppe
dell'Infante Alfonso d'Aragona. I Pisani furono sconfitti,
aprendo di fatto la strada alla conquista aragonese della Sardegna.
Ma il colpo più grave arrivò nel 1353, quando il paese fu
incendiato e completamente distrutto dagli uomini del
capitano aragonese Berengario Carroz II, in seguito alle lotte tra
il Re d'Aragona e il Giudice d'Arborea. Capoterra rimase così
abbandonata e disabitata per quasi tre secoli.
📅 CRONOLOGIA STORICA ESSENZIALE
Preistoria
➤
Officina litica neolitica a Cuccuru Ibba. Prime capanne circolari.
Epoca romana
➤
Sviluppo di un probabile oppidum presso la laguna.
1107
➤
Il territorio donato alla Cattedrale di San Lorenzo di Genova.
1120
➤
Villa della curatoria di Nora, poi incorporata nel Giudicato di Cagliari.
1324
➤
Battaglia di Lucocisterna: i Pisani sconfitti dagli Aragonesi.
1353
➤
Il paese viene incendiato e distrutto. Inizio dell'abbandono.
1655
➤
Il Barone Girolamo Torrelas rifonda il paese come "Villa di Sant'Efisio".
1840
➤
Carlo Alberto abolisce il feudalesimo. Capoterra diventa comune autonomo.
1858
➤
L'ingegnere francese Gouin pianta il primo eucalipto della Sardegna.
1862
➤
Inaugurata la prima ferrovia della Sardegna: miniera di San Leone → porto di Maramura.
Anni '60
➤
Sviluppo della fascia costiera da Maddalena a Cala d'Orri.
1966
➤
Nasce il quartiere di Poggio dei Pini, ai piedi di Monte Santa Barbara.
Oggi
➤
Circa 23.000 abitanti. Tra i comuni della Sardegna a maggior crescita demografica.
🏘️ LA RIFONDAZIONE: VILLA DI SANT'EFISIO (1655)
Dopo quasi tre secoli di abbandono, la rinascita di Capoterra avvenne il
9 maggio 1655, data fondamentale nella storia del paese.
Il Barone Girolamo Torrelas (o Torrellas), per ordine del
Re Filippo IV di Spagna, decise di ripopolare il territorio abbandonato,
fondando il nuovo abitato con il nome di "Villa di Sant'Efisio".
Per attrarre nuovi abitanti, il Barone concesse a famiglie provenienti dal
Logudoro e dalla Gallura — regioni della Sardegna settentrionale —
appezzamenti di terreno e "buone condizioni", tra cui la possibilità di sfuggire
a piccole pendenze con la giustizia. Una tattica comune all'epoca per ripopolare
i villaggi abbandonati.
Il nuovo insediamento sorse ai piedi delle colline di Montarbu,
e la parrocchiale dedicata a Sant'Efisio — patrono del paese — divenne
il cuore spirituale e simbolico della comunità rinata.
| Data rifondazione | 9 maggio 1655 |
| Fondatore | Barone Girolamo Torrelas |
| Nome originario | Villa di Sant'Efisio |
| Popoli fondatori | Famiglie da Logudoro e Gallura |
| Patrono | Sant'Efisio (festa: 1, 15, 23 Gennaio) |
| Re sovrano | Filippo IV di Spagna |
🚂 L'OTTOCENTO: COMUNE AUTONOMO E PRIMA FERROVIA
🚂
Prima ferrovia Sardegna (1862)
Stazione di Santa Lucia
Il 1840 segnò una svolta decisiva: il Re
Carlo Alberto di Savoia abolì il sistema feudale in Sardegna,
e Capoterra divenne finalmente un comune autonomo, con propria
amministrazione e identità civica.
Nel 1858, l'ingegnere francese Gouin acquisì la tenuta
di Baccu Tinghinu, dove nel 1865 piantò quello che è considerato
l'eucalipto più antico della Sardegna, ancora oggi visibile.
Ma il fatto più straordinario dell'Ottocento capoterrense è senza dubbio
l'inaugurazione, nel 1862, della prima ferrovia della Sardegna:
un tracciato a scartamento ridotto di appena 600 mm e 14,5 km di lunghezza,
che collegava la miniera di San Leone al pontile di
Maramura. Curiosità: il treno fu inizialmente a
trazione animale! Parti del tracciato sono ancora visibili
in agro di Capoterra, insieme alla stazione di Santa Lucia.
🌊 CAPOTERRA OGGI: TRE ANIME DI UN PAESE
Capoterra conta oggi quasi 23.000 abitanti ed è tra i centri
della Sardegna con la crescita demografica più elevata degli ultimi decenni,
diventando luogo di residenza per molti cagliaritani che preferiscono la
tranquillità ai 17 km da Cagliari.
Il territorio si articola in tre nuclei distinti:
| 🏘️ Centro storico |
Il più antico, ai piedi delle colline di Montarbu e Monte Arrubiu. Trae origine dal villaggio secentesco di Villa Sant'Efisio. |
| 🏖️ Fascia costiera |
Sviluppata a partire dagli anni '60, si estende da Maddalena sino a Cala d'Orri. Oggi è prevalentemente residenziale. |
| ⛰️ Poggio dei Pini |
Nato nel 1966 ai piedi di Monte Santa Barbara. Un quartiere residenziale immerso nel verde. |
Il territorio custodisce inoltre il Parco Naturale Regionale di Monte Arcosu,
quasi 4.000 ettari di foresta — il maggiore parco del WWF in Italia — con lecci,
sugheri, macchia mediterranea, cervo sardo, daino e numerosi corsi d'acqua.
Lo Stagno di Cagliari (laguna di Santa Gilla), con i suoi
1.300 ettari, è una delle oasi avifaunistiche più importanti d'Europa.
📊 STATISTICHE VISITATORI SITO
| Oggi | 47 |
| Ieri | 83 |
| Questo mese | 1.204 |
| Totale | 48.392 |
| Browser più usato | Internet Explorer 6.0 |
| Risoluzione più comune | 800 × 600 |
📧 Per segnalare errori storici o contribuire con foto d'epoca, scrivi a:
[email protected]
📚 Fonti: Wikipedia, SardegnaTurismo, archivi comunali, Isolasarda.com
🙏 Si ringraziano tutti i cittadini che hanno contribuito con testimonianze e foto.
|